Il Museo Effimero della Moda, Pitti 92.

28Anche nella sua ultima edizione, la numero 92 appena conclusa, Pitti Uomo ha portato a Firenze per qualche giorno tutto il mondo e il gran business della moda, con una girandola di eventi di cui chi non e’ in quel mondo puo’ magari anche non accorgersi, ma che quest’ anno ha lasciato uno strascico importante per Firenze e per tutti.

Si tratta della mostra Museo Effimero della Moda allestita a Palazzo Pitti da Olivier Saillard, curatore del Palais Galliera a Parigi, un luogo bellissimo aperto solo in occasione delle mostre che via via propone. A Firenze invece e’ sempre aperta, dal 1983, la Galleria del Costume a Palazzo Pitti  – un bel museo che e’ stato ora deciso di rinominare Museo della Moda, e chissa’ che bisogno c’ era.

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Qui Saillard e’ stato chiamato a realizzare la mostra-progetto di Fondazione Pitti Immagine Discovery. Museo Effimero della Moda rimane aperta fino al 22 ottobre e raccomando caldamente a tutti di andare a vederla.

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Per tante ragioni. Per gli abiti esposti, prima di tutto. Non serve capire di moda per apprezzarli: sono incantevoli e interessanti per chiunque, e non si tratta solo di vestiti ma anche di scarpe, accessori, parrucche e  borse scelti tra i 6000 delle collezioni della Galleria del Costume e tra quelli del Galliera, con in più qualche prestito importante. Abiti importantissimi come quelli di Worth, il primo stilista della storia della moda, che sono qui mixati con creazioni di momenti storici diversi, fino a quelle contemporanee di Valentino, Armani, Yamamoto e altri.

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Un’ altra ragione per visitare la mostra sono poi gli allestimenti: in 18 sale Saillard ha creato messe in scena di gusto molto teatrale. Mentre in alcune sale domina un colore solo, con risultati fantastici in quella dedicata al rosso e in quella al blu,

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in altre sono forti i richiami anche all’ arte contemporanea. Come non pensare per esempio alle madri arachnidee di Louise Bourgeois davanti alle zampe a ragno di certi manichini? O agli spazi positivi/negativi delle sedute di Rachel Whiteread davanti alle tante seggioline disseminate di abiti abbandonati nella sala 8?

 

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E’ questa maniera di legare sottilmente insieme abiti, mode, teatro e arti visive che rende interessante e diversa la mostra di Saillard. Stiamo vivendo un periodo storico nel quale le mostre di abiti diventano sempre piu’ frequenti,  sempre piu’ spettacolari, sempre piu’ visitate. In questo clima Saillard propone un modo piu’ attento, piu’ consapevole, viene da dire piu’ umanistico, di guardare agli abiti: ci ricorda cioe’ che fino a poco tempo i vestiti erano per lo piu’ realizzati su commissione, erano costruiti cioe’ su corpi individuali, e non prodotti in massa, anonimamente, inquinando, da lavoratori schiavizzati e sottopagati in qualche parte lontana del globo. E dunque che, come tale, ogni  abito propone un’ immagine in positivo e negativo del corpo che lo ha vissuto, oltre che rimandare al preciso momento storico della sua creazione.

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Non solo. Questa mostra ci ricorda che ogni pezzo esposto e’ il fragile – e spesso meraviglioso – prodotto di chi l’ ha creato, chi l’ ha realizzato e chi lo ha indossato. E poi che anche gli abiti muoiono, e che non sempre si possono salvare.

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In questa luce anche l’ ostensione dei diversi capi diventa problematica e Saillard adotta varie strategie per risolvere il problema. Lascio ai miei piccoli lettori il piacere di scoprire via via le sue invenzioni, raccomandando a tutti di prestare attenzione a ogni particolare di ogni ambiente: dalle guide rosse a terra-  disegnate da Christian Lacroix – alle sete delle pareti, fino ai soffitti affrescati delle bellissime sale.

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Margherita Abbozzo. Tutte le fotografie sono mie e sono libere di essere usate da chiunque, sono graditi i credits, grazie. http://www.margheritaabbozzo.com

 

 

 

 

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2 risposte a Il Museo Effimero della Moda, Pitti 92.

  1. Donatella ha detto:

    la mostra sembra bellissima , andrò a visitarla

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