Bill Viola, Rinascimento Elettronico

Rinascimento elettronico: arriva la nuova mostra di Palazzo Strozzi e questa volta è dedicata a Bill Viola. Artista americano, newyorkese classe 1951, ha avuto la fortuna di studiare e lavorare un paio d’anni a Firenze negli anni Settanta. Da allora la sua arte si è a volte ispirata a quella del Rinascimento, e adesso su questo elemento si gioca molto per farne un esempio del dialogo possibile tra arte antica e contemporanea. A volte funziona. Altre volte, insomma.

La mostra invade il palazzo e ne occupa sia il piano nobile che la Strozzina. Gli spazi sono stati oscurati, resi quasi irriconoscibili, il percorso tradizionale ripensato, creando un bel senso di spaesamento che permette di focalizzare l’attenzione sugli schermi che troneggiano nelle sale.

Si tratta per lo più di schermi al plasma giganteschi che dovrebbero dialogare con opere di arte antica. E che arte! Ci sono pezzi incredibili. La Visitazione del Pontormo in primis. Il Diluvio Universale di Paolo Uccello, Adamo ed Eva di Lukas Cranach, il Cristo in Pietà di Masolino.

Ma non sono per niente sicura che il confronto così serrato con opere eccelse serva bene Viola. Forse era meglio solo evocarle.

Viola incontrò queste opere somme quando fu a Firenze per lavorare ad art/tapes/22, il pioneristicissimo centro per la video arte della visionaria Maria Grazia Bicocchi.

Video arte agli albori, e Masaccio, Pontormo, Paolo Uccello. Un mix interessante. Shaken, not stirred…. 

I lavori di Bill Viola cercano una dimensione mistica e aspirano a profondità oggi pertinenti più spesso alle religioni che all’arte contemporanea. Le sue opere migliori esplorano la soglia tra la vita e la morte, il senso del nostro passaggio su questa terra, il granello di divinità contenuto in ogni essere umano. E ipnotizzano gli spettatori tenendoli  con gli occhi inchiodati su schermi dove sembra succedere molto poco. E invece…

A chi ha amato il lavoro di Bill Viola nei decenni passati questa mostra non offre molto di nuovo. La selezione delle opere, anzi, lascia alquanto perplessi. Si è scelto di calcare la mano sul link con la cultura figurativa classica, ma a spese del grande respiro filosofico e mistico che invece il suo lavoro ha avuto. Quindi si esce da Palazzo Strozzi non del tutto soddisfatti, se si è fan dell’artista.

A chi invece non lo conosce ancora, Palazzo Strozzi offre l’occasione di avvicinarsi al suo lavoro, per quanto non felicemente selezionato. E allo stesso tempo offre il modo di rivedere opere di arte antica meravigliose.

Interessante è anche il programma Offsite (orrenda però questa mania di chiamare tutto in inglese! Che bisogno c’era?). Vari musei fiorentini, come il Museo dell’Opera del Duomo, quello di Santa Maria Novella, gli Uffizi, e poi ancora la Collegiata di Empoli partecipano alla festa. Vi si possono vedere dislocati altri lavori di Viola; e naturalmente riscoprire anche le opere dei musei stessi.

Tutte le info pratiche qui 

Margherita Abbozzo. Tutte le foto sono mie, http://www.margheritaabbozzo.com

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