ArteFiera 2017!

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Puntualmente, come tutti gli anni, con la fine di gennaio arriva ArteFiera e parte il pellegrinaggio per Bologna. In treno, in macchina, in pulman, a piedi!, praticamente chiunque lavori a qualsiasi titolo nel sistema dell’arte si ritrova a calare sul quartiere di Bologna Fiere.

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Un quartiere fieristico enorme, una città nella città, tutta padiglioni, torri e parcheggi, che circonda e ingoia chi vi arriva con la voglia, la speranza o il miraggio di aggiornarsi e fare il punto sull’arte contemporanea.

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ArteFiera occupa due padiglioni. Due grandi rettangoloni luminosi e pieni di luce naturale, all’interno dei quali lo spazio è diviso in tanti stand più o meno grandi, occupati da gallerie più o meno importanti.

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Quest’anno l’organizzazione è stata affidata alla critica, docente, scrittrice e giornalista Angela Vettese, che ha voluto rimescolare le carte in tavola. Risultato: fine della separazione tra gallerie che si occupano di arte moderna con opere di artisti storici e riconosciuti dal mercato e quelle di arte contemporanea dedite a scommesse sui giovani. Quindi, tutti insieme allegramente. E funziona.

Così, cosa si vede alla Fiera? Quest’anno tutti parlano del “ritorno della bella pittura”…qualunque cosa questo voglia dire. Ci sono tante opere pittoriche, con Mario Schifano ovunque. Praticamente nessun video. E invece tantissima fotografia, più che negli anni scorsi. E si tratta per lo più di fotografia di qualità: se la visita parte dal padiglione numero 25 per esempio si è accolti da bei lavori di Francesco Jodice (alla galleria Di Marino) e di Raffaella Mariniello (da Trisorio)

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E poi via via si incontrano tanti lavori, per tutti i gusti. Ci sono opere di Giacomo Costa,

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altre del grande Paolo Gioli,

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e poi altre di Paolo Woods, di Michael Kenna

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e di tanti altri fotografi sia storici e celebri ( Mario Giacomelli, Herbet Liszt, Berengo Gardin, Nino Migliori, Todd Hido e tanti altri)

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sia altre di artisti giovani e nuovi, come il performer cubano Carlos Martiel,  classe 1989, presentato dalla galleria Rossmut di Romab

acon immagini che documentano le sue performances ispirate da tematiche politiche molto trendy;  oppure come Eric Guo, raffinatissimo e poetico fotografo cinese che rifotografa fotografie spiegazzate di giovani “messe in croce”, presentato dalla galleria The Public House of Art di Amsterdam.

aaIl lavoro più intenso e interessante? Made in Italy- Handle with Care di Mustafa Sabbagh.

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Italo palestinese nato in Giordania, Mustafa Sabbagh, classe 1961, è presentato in fiera dalla galleria Marcolini, che così introduce questo suo bel Made in Italy- Handle with Care:

“Laddove gli sforzi mediatici pronti a celebrare le eccellenze nostrane pongono l’Italia come leader nel settore delle 3 F – Fashion, Food, Furniture – l’artista espone, come si trattasse di merce da banco, un’altra F – la più eccellente e la più promettente, ma la meno salvaguardata: la F del Futuro, quella del Fanciullo.” 

Si tratta di 27 ritratti di ragazzi tra gli 11 e i 22 anni, fotografati contro lo sfondo del mare à la Joel Meyerowitz e Rineke Dijkstra, ma con una potenza concettuale nuova, perchè la presentazione del lavoro è accompagnata da un comunicato scritto come se i ragazzi fossero meri prodotti.

Un lavoro di grande impatto. Non per nulla Sabbagh è stato definito uno degli “otto artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo” e questo lavoro è nella collezione del Maxxi.

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Altri lavori, belli, di Mustafa Sabbagh sono presentati anche dalla MLB Home Gallery di Ferrara, una piccola ma determinata ed interessantissima maniera di pensare il commercio di arte.

 

1, continua.

Tutte le fotografie sono mie, Margherita Abbozzo http://www.margheritaabbozzo.com. Liberi di usarle, apprezzato il credito.

I lavori fotografati sono, in ordine di apparizione:

Raffaella Mariniello, Eremo,2016; Giacomo Costa, Fluid, 2017; Paolo Gioli, Polaroid Volto in cera, 1993; Michael Kenna, Tree and Twenty Eight Posts, Teshikaga, Hokkaido, Japan, 2013; Nino Migliori, Il Tuffatore, 1951; Carlos Martiel, Trophy, 2016 e Expulsion, 2015; Eric Guo, Facing Each Other, n/d; Mustafa Sabbagh, Made in Italy, 2015.

 

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