War is Over!

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Homs? Raqqa? No. Viareggio. Viareggio! 1944.

Questa è solo una delle immagini della bellissima mostra War is Over!, l’Italia della Liberazione nelle immagini dei U.S. Signal Corps e dell’Istituto Luce, 1943-1946 da poco aperta a Milano  alla galleria Forma Meravigli in via Meravigli, a due passi da piazza del Duomo.

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Dire che questa mostra è emozionante è dire poco. Le sue 140 fotografie raccontano la Liberazione vista dai reporter dell’Istituto Luce – l’organo ufficiale per la documentazione foto-cinematografica del governo e del regime fascista – e dai Signal Corps, i corpi militari americani addetti alla comunicazione.

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Sono sguardi che si incrociano e che raccontano quello che stava succedendo meglio di qualsiasi testo di storia. I libri dicono che la liberazione dell’Italia durò due anni, da quando gli americani sbarcarono in Sicilia nel luglio del 1943 alla resa dei nazifascisti nell’aprile del 1945. Ma cosa tutto questo significò veramente lo si capisce immediatamente guardando queste immagini, e i volti, i corpi, gli abiti, le scarpe, le ambientazioni che ci mostrano.

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Qui sopra: Mestre, dopo il bombardamento del 28 marzo 1943.

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Militi fascisti della I legione d’assalto “M” Tagliamento, agosto 1944. Inquadrata nella Guardia nazionale repubblicana, la legione fu impiegata nella repressione antipartigiana, che condusse brutalmente anche attraverso lo strumento della rappresaglia.

Dal 1943 al 1945 l’Italia visse due anni terribili di guerra civile vera e propria, con il paese e la sua gente divisi a metà. Il regno del Sud da una parte, la repubblica di Salò dall’altra, con combattimenti feroci tra forze alleate e partigiani da una parte e i nazifascisti dall’altra.

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Gli italiani scattano solo in bianco e nero e devono fare i conti con una censura attentissima a non fare emergere i costi umani della guerra (i militi non devono essere mostrati sorridenti, cioè non abbastanza “maschi”, ma nemmeno tristi o in difficoltà o in pericolo; le distruzioni provocate dai bombardamenti non si devono vedere e via così), mentre gli americani scattano sia in bianco e nero – quando documentano la situazione – sia a colori – quando le immagini hanno scopi di propaganda.

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Tutte le fotografie sono presentate in mostra con stampe e formati attuali, cioè a noi contemporanei, il che amplifica grandemente il loro effetto. E dialogano in maniera molto interessante con una piccola serie di immagini vintage scattate nei giorni dei bombardamenti di Milano da un privato, e concesse qui dal figlio. In mostra sono anche dei filmati straordinari: alcuni sono opera di grandi registi di Hollywood che lavorarono inquadrati nei Signal Corps, altri sono spezzoni di documentari che restituiscono con straordinaria immediatezza l’emozionante arrivo della pace in Italia e in Europa.

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In questi tempi in cui immagini di città distrutte, macerie e civili sfollati sono il nostro pane quotidiano, queste fotografie ci parlano ancora con forza. Quegli straccioni disperati seduti su cumuli di macerie fumanti siamo noi.

Sarebbe bello se la mostra, che è stata già vista a Roma, potesse girare per tutto il paese e tutte le scuole di ogni ordine e grado ci portassero i loro ragazzi. Queste immagini dovrebbero essere viste da tutti gli italiani, grandi e piccini, vecchi e nuovi.

Per chi non può andare a Milano raccomando il bel catalogo War is Over!, L’Italia della Liberazione nelle immagini dell’U.S. Signal Corps e dell’Istituto Luce, 1943 – 1945, a cura di Gabriele D’Autilia ed Enrico Menduni, che esce per i tipi di Contrasto. Raccoglie 133 fotografie e costa 24,90 euro.

 

Margherita Abbozzo

Tutte le fotografie sono state scattate in mostra da me, http://www.margheritaabbozzo.com

 

 

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