Il nuovo museo dell’Opera del Duomo di Firenze

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico: un nuovo museo a Firenze.

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E’ il nuovo Museo dell’Opera del Duomo. Un museo che dire bello è dire poco: è una VERTIGINE di bellezza.

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Per tante ragioni, che qui di seguito illustrerò. La prima cosa da dire è che questo è un luogo dove i fiorentini devono andare, tutti. Ma proprio TUTTI. Come a scuola. Perchè ci restituisce a noi stessi,  facendoci ricordare che apparteniamo a una tradizione culturale eccelsa che al giorno d’oggi ci è alienata da un turismo cancerogeno e da un’amministrazione del bene comune molto discutibile.

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Procediamo con ordine. Il 29 ottobre di quest’anno è stato inaugurato il museo dell’Opera del Duomo. Il museo in realtà esiste dal 1891, quando nacque con due sale per conservare opere create per il Duomo e poi rimosse per varie ragioni. Cresciuto nel corso del Novecento arriva ad avere 18 sale. Piene di opere, tutte bellissime, pensate per gli spazi interni ed esterni di cattedrale, battistero e campanile; che quindi risultano un pò soffocate dalla collocazione in spazi ridotti.

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Nel 1997 l’Opera del Duomo compra un grande spazio di 3000 metri quadri attiguo al museo, un ex teatro settecentesco finito poi a fare da garage. Nel 1999 il museo riapre con un nuovo allestimento e un pò più di spazio. Già meglio. Ma è oggi, con l’apertura di tutto, che si è arrivati a poter godere al meglio della bellezza stratosferica dei lavori conservati, grazie al lavoro del trio di architetti Adolfo Natalini, Piero Guicciardini e Marco Magni.

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Si sa che noi fiorentini dobbiamo sempre storcere la bocca e criticare tutto, però qui c’è poco da fare le bucce: le opere sono meravigliose, gli spazi molto belli e le 25 sale sono allestite con una attenzione filologica che manda in brodo di giuggiole non solo gli storici dell’arte ma anche chiunque abbia occhi per vedere e cuore per sentire.

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Le opere: la lista degli artisti sembra l’indice di un manuale di storia dell’arte. Come dice il direttore Monsignor Timothy Verdon il museo possiede la maggiore concentrazione di scultura monumentale fiorentina al mondo: statue e rilievi medievali e rinascimentali in marmo, bronzo e argento di, tra gli altri, Arnolfo di Cambio, Andrea Pisano, Lorenzo Ghiberti, Donatello, Luca della Robbia, Antonio Pollaiuolo, Andrea del Verrocchio, Michelangelo Buonarroti… roba da far tremare le vene ai polsi di chiunque.

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Gli spazi: sono stati completamente rimodellati dagli architetti, che hanno creato un rapporto tra esterni ed interni che fa “ritrovare alle opere la stessa luce per la quale erano state pensate“. Una cosa veramente straordinaria. L’unica nota un pò stonata, e lo dico per non rinnegare la mia fiorentinità ipercritica, è la parete alta tre piani con le aperture che danno luce alle gallerie. Ha una pesantezza visiva che non si nota tanto dal piano terra, ma da sopra si.

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Gli allestimenti: pensati con grande attenzione valorizzano bene le opere, con “colpi di teatro” notevoli. Il più magnifico di tutti è quello per cui è stato possibile creare nei nuovi spazi enormi un’evocazione della facciata che il Duomo ha avuto fino al 1587, quando fu smantellata. Seguendo un disegno fatto all’epoca da Bernardino Poccetti è stato possibile ricrearla in resina e ricollocare le sculture nelle posizioni per le quali erano state pensate. I pezzi più importanti sono tenuti ad altezza d’occhio e al tempo stesso sono presenti in copia in alto. Così che si possono ammirare gli originali da vicino e apprezzare il disegno completo dell’opera nel suo insieme.

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Ma la cosa ancora più magnifica è che le due porte del Ghiberti create per il Battistero sono state ricollocate davanti alla facciata per la quale erano state pensate, e quasi alla stessa distanza. Ghiberti ci mise 25 anni a fare ogni porta a due battenti. I restauri sono durati 27 anni.  Adesso sono racchiuse in grandi teche che le proteggono con tecnologie di conservazione molto sofisticate.

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Oltre a questa “Sala del Paradiso”, dall’antico nome che aveva l’area tra Duomo e Battistero, ci sono molti altri allestimenti magnifici: tra gli altri, quello della Pietà di Michelangelo;

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quello delle Cantorie di Luca della Robbia e di Donatello;

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quello della magnifica Maddalena di Donatello, che ora dialoga con la Maddalena di Michelangelo;

bbaE ancora quello della sala delle reliquie, e della sala dedicata alla cupola del Brunelleschi;

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e la galleria che ospita le sculture e le formelle del campanile

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e quella al piano di sopra dove hanno trovato posto i modelli eseguiti per i vari concorsi banditi negli anni per dare una facciata del Duomo (l’attuale non è antica, fu creata dopo l’unità d’Italia e inaugurata nel 1887) .

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Tutto è stato condotto con grande pulizia formale , con bei materiali, con grande sensibilità filologica anche per i colori.

E alla fine della visita, che è organizzata cronologicamente ed è supportata da molti materiali multimediali, si sbuca…ma lascio ai miei piccoli lettori la sorpresa.

Insomma, il museo dell’Opera del Duomo è davvero molto bello. E’ aperto tutti i giorni dalle 9 di mattina alle 7 di sera e segnalo che fino al 26 gennaio 2016 un biglietto cumulativo di 12 euro (o, ridotto,di 6) dà accesso al Museo, al Battistero e alla mostra “Divina Bellezza tra Van Gogh, Chagall e Fontana” a Palazzo Strozzi. Fantastico, dai!

 

Margherita Abbozzo

Tutte le fotografie, tranne la prima pescata in rete e senza credits, sono di Margherita Abbozzo,  www.margheritaabbozzo.com

Tutte le info pratiche per la visita qui

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