FOTOGRAFIA EUROPEA. A Reggio Emilia

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Lo scorso weekend ha preso il via a Reggio Emilia Fotografia Europea, uno dei festival di fotografia più grandi e interessanti di tutta Italia.

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Fotografia Europea è davvero una grande festa che coinvolge tutta la città e si espande fino ai paesi vicini. La nona edizione ha il bel titolo suggestivo di Vedere – Uno Sguardo Infinito ed è idealmente dedicata al grande Luigi Ghirri, il più importante fotografo italiano della seconda metà del Novecento, che veniva proprio da questa zona.

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A lui è dedicata la mostra centrale del circuito ufficiale del festival: allestita ai chiostri di San Pietro, un ex convento poi caserma oggi molto délabré, Pensare per Immagini è una dichiarazione d’amore a questo artista che ha cambiato il corso della fotografia italiana. Già viste al Maxxi di Roma pochi mesi fa, le sue 300 immagini acquistano qui un calore speciale, che ben si sposa al modo che Ghirri aveva di guardare le cose e i luoghi. Sarà il genius loci? Sarà la luce emiliana, così bella quand’è bella?

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Il fatto è che Ghirri, pur intimamente legato a queste terre, riusciva a guardarle in modo insieme distaccato ed affettuoso: così faceva scattare corto circuiti fulminanti che sono stati infinitamente studiati ed imitati. Ma nessuno è mai riuscito a eguagliarlo. Un pò come è successo a Lucio Dalla, e non a caso i due erano amici: quante decine di cantautori si sono sforzati di replicare le ellissi poetiche delle sue canzoni? Non c’è riuscito nessuno. C’è poi un terzo nume tutelare, anche lui emiliano, che bisogna citare: Gianni Celati, scrittore e anche lui grande amico. Insieme hanno lavorato molto, e il bellissimo libro I narratori delle pianure, del 1984,  non sarebbe quello che è senza il sodalizio tra i due.  Ci voleva l’acume di Italo Calvino per presentare il libro con parole che sono perfette anche per le immagini di Ghirri:  “(questo) libro ha al suo centro la rappresentazione del mondo visibile, e più ancora una accettazione interiore del paesaggio quotidiano in ciò che meno sembrerebbe stimolare l’immaginazione”.

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Grande spazio ai chiostri di San Pietro è poi dato al lavoro di Sarah Moon: francese, un successo iniziale nel settore della fotografia di moda negli anni Settanta e poi lunghi anni di ricerca personale, premiata da continui riconoscimenti pubblici. Il suo lavoro non potrebbe essere più diverso da quello di Ghirri, ed è molto interessante vedere questi due artisti uno dopo l’altro. Quelle di Sarah Moon sono grandi immagini di animali impagliati e di fiori, in un bianco e nero intensissimo, con una texture inusuale, che ricorda velature fatte a carboncino.

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Ogni tanto, per contrasto, si accende qualche immagine a colori, e anche qui si tratta di colori con velature indefinibili, strane…belle. E ci sono anche un paio di video.

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Lavori di Ghirri e di Moon si vedono anche in un’altra location a Reggio Emilia…e di questa parleremo la prossima volta.

1. Continua!

Tutte le immagini sono di Margherita Abbozzo, http://www.margheritaabbozzo.com

Tutte le info pratiche per Fotografia Europea qui

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