A Venezia, 1: Fiat Lux

A Venezia sono aperte in questa primavera mostre preziose e interessanti: due sono ospitate in quello scrigno sorprendente – anonimo fuori e sempre diverso dentro –  che è Palazzo Grassi.

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Entrambe sono ispirate al tema della luce: un argomento perfetto sul quale … riflettere mentre si è a Venezia. La curatrice Caroline Bourgeois ha scelto tra le opere di arte contemporanea di François Pinault, il grandissimo collezionista padrone di casa, 19 lavori realizzati dagli anni Sessanta a oggi e riuniti insieme intorno al fil rouge della luce.

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L’ Illusione della luce ” occupa il pianterreno e il piano nobile del palazzo. E’ un’occasione per pensare a cosa sia la luce contemporanea. Se negli anni Sessanta era quella dei neon di Dan Flavin, che si contrapponeva idealmente alla potentissima luce naturale evocata da tutte le opere di Land Art, ai giorni nostri è quella creata dai dispositivi optoelettronici che ci raggiunge implacabile dai mille monitor e gadget che ci portiamo sempre dietro e addosso.

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Tutto un “noise” visivo che è allo stesso momento abbagliante e offuscante, e che ci avvolge completamente: proprio come nella strepitosa istallazione al piano terra, opera di Doug Wheeler. Un infotografabile utero spaziale di nebbie cosmiche che forse evoca la nebulosità incomprensibile dei nostri tempi, e che è un giochino spiazzante che ci fa perdere l’equilibrio e un limbo fotografico all’ennesima potenza. Sia quel che sia, il naufragar è dolce in questo mare, una meraviglia dal nome (molto Star Wars o Odissea nello Spazio) di D-N SF 12 PG VI.

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Che poi si svela per quello che è salendo al piano superiore. Ma lascio a voi il piacere della scoperta. Si prosegue nel viaggio abbagliati dalle luci della Marquee di Philippe Parreno, e poi da tante modulazioni diverse: tutto bianco, tutto nero, video, istallazioni.

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Sempre giocate con eleganza in spazi ancora una volta trasformati per l’occasione: come nella sala centrale che si affaccia sul Canal Grande e dove si spande una dolce luce naturale modulata dalle pareti di tende bianche del grande lavoro di Danh Vo; oppure in quella di Latifa Echakhch interamente tappezzata dalle sue carte carbone in via di liquefazione.

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Impossibile poi dimenticare di essere a Venezia davanti al video di David Claerbout: che gioca con i riflessi sull’acqua su una strada in Nigeria, ma che visto a Palazzo Grassi non può non evocare le magnifiche gibigiane locali.

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Al secondo piano anche la seconda mostra è scritta con la luce: Resonance, dedicata a uno dei più grandi fotografi del Novecento, l’eccelso Irving Penn.

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Non un insieme qualsiasi di immagini, ma la collezione perfetta, perchè fu messa insieme dallo stesso Irving Penn. Qui è esposta senza curarsi dell’ordine cronologico, il che permette accostamenti inediti e stimolanti, ed offre immagini da tutte le sue serie di lavori: dalle squisite fotografie di moda alle celebri nature morte, dai meravigliosi fiori ai crani di animali e ai mozziconi di sigarette raccolti per strada, dalle immagini della serie “Piccoli Mestieri” ai ritratti di celebrità e a quelli di tipo etnografico scattati ad abitanti di luoghi che negli anni Sessanta e Settanta erano considerati esotici , come la Nuova Guinea, il Marocco e il Dahomey.

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Stampe di bellezza strepitosa, sia quelle ai sali d’argento che quelle al platino, che viste nella luce veneziana diventano ancora più belle, un vero esempio di sublime contemporaneo.

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Curata da Pierre Apraxine e da Matthieu Humery, questa mostra è un’ occasione imperdibile di vedere al meglio tutto il lavoro di Penn: una chance da non perdere per chiunque ami la fotografia. E la luce.

http://www.margheritaabbozzo.com

Tutte le fotografie sono di Margherita Abbozzo, tranne la prima che è di repertorio. Info sulle mostre a palazzo Grassi qui.

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2 risposte a A Venezia, 1: Fiat Lux

  1. Donatella Mei Gentilucci ha detto:

    tanto per essere in tema sulla luce ,nel 1998 si inaugurò la prima collezione italiana sulla luce : la Targetti Art light Collection. al proposito da ieri sera la mia opera Boboli fatta per quella collezione è in mostra permanente al primo piano della galleria sensus di viale Gramsci!

  2. Bello, grazie! Piacere di essersi incrociate, ti seguirò. Belle anche le tue foto. Grazie di aver lasciato una traccia del tuo passaggio.

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