Fare la pace con Michelangelo

15.DAVID

E’ difficile per i fiorentini amare Michelangelo? E perchè i turisti invece impazziscono per lui?

Immagine1

I fiorentini forse sono assuefatti per via della sovraesposizione dovuta al fatto che ci ritroviamo il suo David dappertutto: in città viviamo costantemente sotto il suo sguardo leggermente schifato, che ci incrocia da sbarramenti di pessime statuette di gesso e da cortine di ineffabili grembiali da cucina, mutande e cartoline. Purtroppo proprio lui, il grande simbolo dell’indipendenza repubblicana della città dopo la cacciata dei Medici è stato fatto diventare un logo – orrida parola per orrido concetto  – ormai in bilico sulla soglia del trash.

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Un logo che serve a svendere la città al turismo mordi-e-fuggi, a smerciare “typical tuscan food” e qualche cencio firmato. Insomma a vendere paccottiglia, e chi s’è visto s’è visto. Altre opere di Michelangelo sono in musei sempre intasati di turisti e purtroppo è difficile poter assecondare un desiderio improvviso di andare a salutarne qualcuna e di rifarsi gli occhi.

Madonna con Bambino

Così siamo diventati quasi ciechi davanti alla bellezza e alla potenza che Michelangelo sapeva far brillare, e che invece hanno abbagliato e nutrito generazioni e generazioni di artisti, di viaggiatori e di gente comune.

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E’ una perdita che ci fa tutti più poveri. Ma una mostra che apre ora a Firenze, proprio nella “casa” di David, cioè il bellissimo museo dell’Accademia, ci aiuta a recuperare un rapporto con tanto ingombrante inquilino.

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“Ri-Conoscere Michelangelo” celebra i 450 anni dalla morte dell’artista  e racconta come il mito di Michelagelo sia stato celebrato nei secoli fino ai giorni nostri, sia in pittura che in fotografia.

Ritratto di Michelangelo

Con quadri spesso deliziosi

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e moltissime fotografie, variamente interessanti. Le immagini fotografiche si possono dividere in due grandi categorie: quelle realizzate a scopo di lucro, cioè per essere vendute agli studiosi e ai turisti, e quelle nate da una ricerca personale dell’artista.   Tra queste ultime ci sono lavori molto belli e ben noti, come le foto di Antonia Mulas qui sotto, e qualche sorpresa: chi l’avrebbe mai detto che persino Helmut Newton avrebbe sentito il bisogno di fotografare Michelangelo?

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Non starò a fare il catalogo degli artisti in mostra, dato che è un piacere addentrarsi nella visita e scoprire la tanta bellezza che innumerevoli fotografi italiani e stranieri hanno saputo leggere e restituire.

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Segnalo solo lo splendido lavoro di Aurelio Amendola, grande cantore contemporaneo dell’ immensità di Michelangelo: per ricordare che fino al 15 marzo rimane aperta anche la sua magnifica mostra “Il Potere dello Sguardo” alle Cappelle Medicee.

16.DAVID1.giulianoFacciamo la pace con Michelangelo. Adesso è il momento giusto grazie a queste due mostre e ad artisti poeti come Aurelio Amendola. E così potremo apprezzare ancora meglio la gran goduria che si prepara a Palazzo Strozzi, dove sta per aprire la mostra dedicata a Pontormo e a Rosso Fiorentino, artisti eccelsi che proprio con Michelangelo dovettero misurarsi e fare i conti.

Tutte le info su “Ri-conoscere Michelangelo”, mostra curata da Silvestra Bietoletti e da Monica Maffioli, qui. Quelle su Il Potere dello Sguardo qui.

Le immagini: la prima e le ultime due sono di Aurelio Amendola; le altre sono di Margherita Abbozzo, tranne la terza, che è di Niccolò Cipriani, Madonna col Bambino o Madonna di Bruges, 1953, e la sesta, che raffigura il ritratto di Michelangelo Buonarroti ad opera del Passignano, olio su tela degli inizi del XVII secolo, Bergamo, Enrico Lumina. L’immagine della locandina è di Kim Ki-duk, Pietà, 2012.

http://www.margheritaabbozzo.com

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