Amici in alto loco

 

corridoio-vasariano

A Firenze ci sono tanti tesori, si sa: alcuni sono ben noti e altri meno; molti, purtroppo, sono frequentati più dai turisti che dai cittadini. Ma c’è un tesoro nel cuore della città, un tesoro sotto al quale fiorentini e turisti passano in continuazione e che merita di essere familiare a tutti: è il Corridoio Vasariano, con la sua splendiderrima collezione di autoritratti di artisti. Corridoio che e’ appena stato riordinato con una nuova serie di opere come a Firenze non è dato vedere normalmente, di gran piglio e di respiro internazionale.

Phonephotos 388

Il Corridoio fu fatto costruire dai Medici per poter passare con tranquillità da Palazzo Vecchio, dove lavoravano, a Palazzo Pitti, dove vivevano. Fu Giorgio Vasari, architetto di Cosimo I, che nel 1565 costruì questo passaggio aereo bucando una lunga teoria di case private, una chiesa, e scavalcando arditamente via de Bardi, via della Ninna e quello che oggi si chiama Lungarno degli Archibusieri.

800px-Corridoio_Vasariano,_arco

Tutto perché “the family” non si mescolasse con la plebe, a scanso di lanci di ortaggi od oggetti contundenti, e potesse muoversi senza scorta. Il Corridoio ha una lunga e onorata storia: durante la seconda guerra mondiale, per esempio, fu l’ unico collegamento tra le due parti della città rimaste isolate dopo che i tedeschi distrussero i ponti; poco più tardi Roberto Rossellini vi girò scene memorabili del suo Paisà;

07.paisa-4-florence-ufizzi-run

Oggi ospita la favolosa e unica collezione di autoritratti degli Uffizi.

Phonephotos 360

Che è una sfilata di volti di persone eccezionali: artisti, uomini e donne, di tutto il mondo, che hanno avuto a che fare con Firenze in un modo o in un altro, sempre nel nome dell’arte. E sono tutti lì sopra le nostre teste quando usiamo Ponte Vecchio per passare da una parte all’altra della città ( o per cene eleganti ).

Phonephotos 351

Quella di collezionare autoritratti di artisti è un’idea geniale: perché cambia il modo in cui si guardano i lavori. Non c’è niente da fare: sapere che faccia aveva Botticelli, o Michelangelo, o Caravaggio – o Francesca Woodman, Robert Mapplethorpe, o Yayoi Kusama, per fare solo pochi nomi di artisti contemporanei ospitati nel corridoio – crea tra chi guarda e i lavori una connessione che non si può stabilire in nessun altro modo.

Phonephotos 369

La collezione fu iniziata dai Medici e poi la tradizione fu continuata nei secoli con alterne fortune. Un po’ appannata nel corso del Novecento, venne ripresa da Luciano Berti, Direttore del Museo dal 1969 al 1987, che ebbe l’idea geniale di chiedere autoritratti agli artisti in occasione del 400esimo compleanno della Galleria degli Uffizi. L’ anniversario cadde nel 1981. All’epoca non ci fu posto per esporre tutti i lavori; ma adesso il direttore Antonio Natali con i suoi validi collaboratori, in primis Giovanna Giusti,

Phonephotos 391

ne hanno curato una scelta oculata con la quale hanno risistemato la parte finale del Corridoio.

Phonephotos 406

Risultato: una raccolta fantastica di tipacci straordinari.

Phonephotos 347

Con punte nel contemporaneo più contemporaneo: incredibile ma vero, sulle teste dei fiorentini svettano adesso autoritratti di Maria Lassnig, Jan Fabre, Michelangelo Pistoletto, Hiroshi Sugimoto, Carol Rama, Ketty La Rocca… e di tanti altri.

Phonephotos 392

Non vorrete mica che ci sputino in testa? Sono lì per noi: andiamo a salutarli.

Phonephotos 359

Carlo LeviSiqueros

Contempo

Farci amicizia ci può dare le chiavi per tornare a sentire viva e nostra la tradizione di bellezza di questa città, oggi continuamente offesa eppure sempre vitale.

http://www.margheritaabbozzo.com

Tutte le foto sono di Margherita Abbozzo a parte naturalmente il fermo immagine da Paisà, di Rossellini. Nell’ordine le immagini raffigurano: Jan Fabre; Evert Lundquist e Maria Lassnnig; il gruppo di sei artisti comprende: Gino Severini, Thayaht, Giacomo Balla (con 2 opere ), Primo Conti e Giorgio Morandi; Giovanna Giusti; il collezionista extraordinarire Giuliano Gori con l’autoritratto di Pistoletto dove appare anche lui; Vittorio Corcos, Carlo Levi, Siqueiros e Ivan Le Lorraine Albright; infine l’ultimo gruppo di quattro lavori è composto da Robert Mapplethorpe, Patty Smith, Vanessa Beecroft e Francesca Woodman.

La visita al Corridoio Vasariano è possibile solo su prenotazione scrivendo a: vasariano@operalaboratori.com. Prezzi e tutte le info pratiche al 294883.

Questa voce è stata pubblicata in arte contemporanea, Cultura Contemporanea e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Amici in alto loco

  1. paola bortolotti ha detto:

    pure i blog tu hai???? instancabile donna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...