Les Rencontres di Arles 2013: il festival di fotografia più bello del mondo, visto per voi.

 

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Quello che la Biennale di Venezia è all’arte contemporanea, Les Rencontres de Arles sono alla fotografia: il top.

Anzi, meglio: perchè Arles ospita le ricerche più interessanti e le mostre di fotografia più belle ogni singolo anno. Da 44 anni.

Arles è una piccola città con un grande passato romano e un presente problematico. Svilita dal turismo e da tutto il solito conseguente ciarpame, cambiata da una massiccia immigrazione araba che da solo fuoco alle polveri di Le Pen e dei suoi sostenitori, impoverita dalla mancanza di investimenti e dalla crisi, combatte la decadenza a suon di cultura. E per le mostre di fotografia dei Rencontres resucita locali meravigliosi altrimenti chiusi ed inaccessibili: come grandi chiese distrutte dalla Rivoluzione francese e mai più rimesse a posto, gigantesche fabbriche dismesse, palazzi signorili che hanno visto tempi migliori, chiostri medievali e cappelle sconsacrate.

IMG_20130804_120105IMG_20130804_124252Le mostre sono legate ogni anno da un filo tematico. Quest’anno si tratta della fotografia in bianco e nero e del suo posto, se uno ce n’è, nell’espressione artistica contemporanea.( E c’è? Oui, direi proprio di si! )

affiche-2013La città è piena di mostre. 50, tra quelle dei grandi maestri e dei giovani, con molte sorprese: la più bella è la scoperta di Sergio Larrain, fotografo cileno di sensibilità straordinaria e autore di immagini poeticissime.

Larrain, che è morto nel 2012, fu membro dell’ agenzia Magnum e quindi arrivò ai vertici del suo mondo ma lasciò tutto quando si accorse che i ritmi del mestiere non combaciavano con i suoi. Scelse allora di vivere lontano dalla notorietà ritirandosi in un angolo remoto del suo Cile per dedicarsi con passione a vivere la sua vita. Le immagini raccolte in mostra sono davvero belle. ( Questa qui sotto è stata realizzata a Corleone nel 1959 )

larrain Un altro grande cileno, Alfredo Jaar, ha una formidabile mega istallazione nella ex chiesa dei Frères Precheurs: The politics of Images è un lavoro impressionante.

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Jaar non è un fotografo ma crea lavori che studiano come le immagini siano usate per costruire narrative che poi diventano i luoghi comuni disseminati dai mass media e accettati passivamente come verità.

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Questa gigantesca istallazione è dedicata alle vittime del colpo di stato in Cile e a quelle del genocidio in Ruanda, e disseziona anche le famose immagini relative all’uccisione di Bin Laden. Una mostra complessa e indimenticabile, che riverbera nella mente come poche, e fa riflettere sui legami tra luce, fotografie, ricordo e memoria. Da sola vale il viaggio ad Arles.

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Ma le gemme sono tante: c’e’ Guy Bourdin con i suoi primi lavori da poco riscoperti in uno scatolone ( e i suoi primi video: La foto qua sopra è un fermo immagine da uno di questi ); Jacques Henri Lartigue, che non si finisce mai di conoscere e che fa sempre piacere vedere (in mostra anche qualcuna delle sue preziose autochromes, le prime immagini a colori che è raro poter vedere ). IMG_20130803_185357IMG_20130803_185737 Ci sono meravigliose e spiazzanti fotografie di Marte (cosa esattamente stiamo guardando?), IMG_20130804_123956 una bella serie di lavori di Arno Minkkinnen, che da decenni va esplorando il rapporto tra corpo e natura, IMG_20130804_120955 e un interessantissimo assaggino del lavoro Le Jardin di Alessandro Imbriaco (Salerno, 1980 )che ha fotografato la selva nata sotto un ponte stradale a Roma e la vita dei senza casa che vi abitano. IMG_20130804_125846 Il suo libro dallo stesso titolo ha vinto l’European Publisher Award for Photography, bravo!

C’e’ Hiroshi Sugimoto, maestro di immagini minimaliste ricche di un’ infinita gamma di grigi e di neri profondissimi, che ha due mostre: una dei suoi paesaggi marini nell’ Hotel Dieu (l’ ospedale dove fu ricoverato Van Gogh dopo essersi tagliato un orecchio)… e una di immagini coloratissime, create per essere foulard di Hermes (!). IMG_20130804_140657 Pieter Hugo ha una bella serie di ritratti realizzati in Sud Africa, e Viviane Sassen una interessante mostra-istallazione delle sue atipiche fotografie di moda. IMG_20130804_114354 Ancora, tra le highlights c’è una bella mostra di fotografie e sculture di Giuseppe Penone, molte delle quali immagini celebri, IMG_20130803_173726 e le mostre del grande Gordon Parks, e di Daido Moriyama, e anche tanta fotografia araba contemporanea IMG_20130804_125554 e ci sono poi anche tanti fotografi giovani e giovanissimi che portano nuova linfa ed energie esplorando le possibilita’ espressive delle nuove tecnologie. Ci sono tanti libri, forse addirittura tutti i libri di fotografia pubblicati recentemente, il che è goduria incredibile. Ancora, soprattutto, c’e’ Wolfgang Tillmans con Neue Welt ( Nuovo Mondo ), una mostra importantissima per chi si interroga sui ritmi, sulle strutture narrative e sul modo di vedere contemporaneo. Una mostra imprescindibile, imperdibile.  Che da sola vale il viaggio ad Arles.IMG_20130804_122712 Neue Werke e’ anche un libro, pubblicato da Taschen. Ma naturalmente non e’ la stessa cosa che vedere i lavori dal vero. IMG_20130804_122521 Les Rencontres de Arles sono una full immersion nel cuore della fotografia, vero cibo per la mente e per gli occhi: IMG_20130803_180047 c’e’ fotografia dappertutto, IMG_20130803_175250 e oltre alle mostre ci sono anche tante possibilita’ di partecipare a dibattiti, stages e workshops per tutti. Les Rencontres sono una vera festa e il festival di fotografia piu’ importante del mondo. Tutto veramente da vedere. IMG_20130803_171925Tutte le immagini sono di Margherita Abbozzo, http://www.margheritaabbozzo.com Le mostre rimangono aperte sino al 22 settembre. Tutte le informazioni pratiche sul festival le potete trovare qui.

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