Giuseppe Cavalli, fotografo: a Londra alla Estorick Collection

Giovanni Cavalli, nato nel 1904 e morto nel 1961, è stato uno dei grandi fotografi italiani del Novecento. A Londra la piccola, elegante Estorick Collection – un gioiellino di museo, incredibilmente dedicato all’arte moderna italiana – gli dedica una delizia di mostra,  Giuseppe Cavalli: Master of Light.

Appena aperta, rimane visitabile fino al 17 giugno. Ed è un’ occasione unica per rivedere o fare la conoscenza di questo bravissimo artista.

Che era pugliese, di Lucera; e aveva due fratelli – uno, gemello – entrambe artisti, ma lui scelse di fare l’avvocato: fino a quando nel 1935 non si comprò una Leica di seconda mano che gli cambiò la vita. Lasciò il lavoro e si ritirò a vivere a Senigallia, dove rimase fino alla morte ( prematura, quando aveva 57 anni ).

Le sue immagini sono bellissime, ci se ne innamora facilmente piene come sono di una poesia che giustamente non si può descrivere a parole. La loro apparente “semplicità” tradisce le difficoltà concettuali di un lavoro sempre controcorrente: dapprima  contro la retorica e l’immaginario fascisti, in contrasto ai quali scelse invece temi intimisti e maturò la convinzione che il soggetto non conti affatto, nell’opera d’arte, ma che sia solo la luce che lo investe ad essere importante. Poi, contro l’ estetica del neorealismo – dominato dal lavoro  di Rossellini e di Guttuso, per i quali l’arte post-bellica doveva avere una forte connotazione socio-politica.

Per niente facile lavorare contropelo al proprio tempo. Nonostante ciò Cavalli ha lasciato un grande corpo di lavori:  paesaggi, nudi, nature morte, ritratti, persino foto documentaria. In più, fu anche attivissimo nello scrivere di fotografia, nel fondare associazioni e nell’organizzare mostre, e quindi ebbe anche il ruolo di educatore per molti nuovi artisti, come l’eccelso Mario Giacomelli.

La sua opera potrebbe essere definita, se servisse a qualcosa, astratta e organica. Detto così non serve a nulla. Serve, invece, vedere questa mostra speciale e preziosa, che riunisce 50 sue immagini insieme a quelle di alcuni suoi contemporanei. Questo fa sì che ogni visitatore possa apprezzare il contesto in cui fotografie e idee come le sue si trovarono ad esistere. E scegliere cosa preferire.

http://www.margheritaabbozzo.com

Le immagini riprodotte qui sono: La pallina, 1949; Il lucchetto, 1954; Senza data, senza titolo; Il tubo nero, 1951; e Composizione, non datata.

Info pratiche sulla mostra, qui

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