Con la cultura si mangia o no? Cosa ne pensano gli uomini più ricchi del mondo

Gli uomini più ricchi del mondo

Come spendono i loro soldi gli uomini più ricchi del mondo? Dopo gli investimenti immobiliari, le macchinone, gli aereoplani, i “gioiellini” e i bunga-bunga vari, via via a scalare… li spendono in arte.  Si sa – ed è dai tempi dei Medici che si è capito – che sponsorizzare arte serve: per prima cosa  fa chic e poi serve a incrementare il turismo, ad attrarre investimenti e anche a farsi perdonare tanti peccati. Eppure qui nel Belpaese se ne sono dimenticati. Invece nel resto del mondo….

Tuffarsi nei soldi

Nel resto del mondo tutti gli uomini più ricchi aprono musei e teatri. Che, comunque li si voglia vedere, sono anche investimenti seri sul futuro.

E lo sanno bene i Paperon de’ Paperoni dal Messico alla Cina, dalla Russia al Qatar.  Come Carlos Slim Helù, l’uomo più ricco del mondo, che in Messico è padrone di tutto. O quasi tutto ( l’aria ancora è libera, dicono i messicani ). Editoria, televisioni, media, telefonia, ristorazione, imprese edili….Tutto suo.

Ritratto di Carlos Slim Helù, magnate messicano e l'uomo più ricco del mondo, che ha donato il suo Museo Soumaya a Città del Messico

Figlio di un mercante di origine medio orientale, Slim ha appena inaugurato un museo pazzesco a Città del Messico. Si chiama Soumaya, dal nome della moglie morta qualche tempo fa. Ospita 66.000 ( sessantaseimila!! ) opere d’arte della sua collezione personale.

Disegnato da Romero con Ove Arup a Città del Messico

Già l’edificio è sorprendente: l’ha progettato Fernando Romero, genero di Slim ma anche uno dei più celebri giovani architetti sudamericani, in partership con Ove Arup – gli ingegnieri più spaziali del mondo – ed è pensato come un “ edificio sculturale”. Che ha una forma inedita, “ a manicotto”, avviluppata dentro una “facciata” o per meglio dire, una superficie esterna che è ricoperta da circa 16mila pannelli esagonali di alluminio, che riflettono l’abbagliante luce messicana sulla larga scalinata che conduce all’entrata.

E dentro, opere strabilianti: da  Leonardo da Vinci ed El Greco a Tintoretto, Rubens, Monet, Cezanne, Toulouse Lautrec, Van Gogh,  Picasso, Matisse, Salvador Dalí, più lavori di artisti messicani come Diego Rivera e Rufino Tamayo.

Il Pensatore di Rodin nel Museu Soumaya a Città del Messico

Nonché,  dulcis in fundo, la collezione privata più grande al mondo di sculture di Rodin.

Tutto gratis, per tutti, per sempre.

La collezione privata più grande al mondo di sculture di Rodin é a Città del Messico

Perché, dice Slim, “”Non ha senso essere collezionisti d’arte se non si può condividere questa passione con gli altri. Questo é uno spazio che potrà essere visitato da giovani e bambini e da tutta la famiglia e sarà sempre gratuito. L’idea di collezionare è nata per avere disponibile nel Messico una collezione che permetta a molti messicani che non possono viaggiare di avere accesso all’arte, goderla e conoscerla”. 

E uno.

Zaha hadid, Guangzhoiu Opera House

Due: dall’altra parte del pianeta, in Cina, un altro luogo dove passa la frontiera del futuro, è stata appena inaugurata l’ Opera House disegnata da Zaha Hadid a Guangzhou. Hadid da noi ha si fatto il Maxxi di Roma, ma mentre qui si taglia l’ossigeno a qualunque forma di cultura, in Cina invece ci investono a larghe mani.  Vorrà dire qualcosa?

Zaha Hadid a Guangzhou, 2011

70.000 metri quadrati, per un Gran Teatro ( 1800 posti a sedere ) e un auditorium polifunzionale da 400 posti.  Qui non si discute se questo tipo di architettura sia solo fotogenica, ma di investimenti nella cultura. E guardate: le immagini parlano da sole. 

1800 posti, disegnati da Zaha Hadid

 Disegnata da Zaha Hadid

Tre? Saltiamo negli emirati Arabi. Ad Abu Dhabi si sta costruendo il nuovo Guggenheim – 800 milioni di dollari – su progetto di Frank Gehry. Farà parte della Isola Saadiyat ( che vuol dire Isola della Felicità ), una zona creata dal nulla dove sorgeranno il nuovo Louvre, disegnato da Jean Nouvel, e un nuovo museo nazionale disegnato da Norman Foster, più case e alberghi di lusso, campi da golf e porti.  

Saadiyat Island

Intanto – e 4 –  in Qatar, nella capitale Doha, é in corso la costruzione di un’immensa area, soprannominata Cuore di Doha, o Musheireb, secondo un progetto urbanistico molto interessante che non mira a creare l’ennesima, noiosa, piccola Manhattan tra le sabbie del deserto ma un quartiere ispirato a tradizioni locali rivissute in chiave moderna e sostenibile.  

Progetti per Musheireb, Dohaland

In questa ottica si situa l’inaugurazione di un nuovo museo, il  Mathaf , o Museo Arabo di Arte Moderna (Mathaf – pronounziato Mat-haff, vuol dire museo in Arabo ), appena aperto dall’ emiro del Qatar, sceicco Hassan bin Mohamed bin Ali Ali Thani.

Il nuovo Museo di arte araba moderna e contemporanea

“L ‘arte può fiorire davvero solo se gli artisti, i loro collezionisti, i curatori e il pubblico riescono a collegare la produzione contemporanea con i grandi successi del passato“ ha detto l’emiro.

Lo sceicco del Qatar

Bella scoperta! Lo sapevano già i Medici. Ma invece qui tristi mezze calzette blaterano dicendo che con la cultura non si mangia….

Carracci, Il mangiatore di fagioli

Il Mathaf accompagna il nuovo Museo di Arti Islamiche disegnato da I.M. Pei ( l’architetto della Piramide del Louvre ) e per il momento apre  in una sede temporanea. Che comunque, tanto per gradire, ospita 6.500 lavori di artisti arabi di tutto il mondo. Provenienti dalla collezione personale dello sceicco. Che finanzia anche una ricca serie di iniziative on-site e online per rendere il museo “ un centro per il dialogo globale, la ricerca e lo studio ad altissimi livelli, che arricchisca il panorama culturale del Golfo, del Medio Oriente e della diaspora araba.”

All'inaugurazione del Mathaf a Doha

Secondo l’emiro “con il Museo di Arti Islamiche  abbiamo reso il Qatar il posto dove vedere ed apprezzare i più grandi tesori di una grande tradizione, molto vitale, vecchia di secoli.  Ora, con l’apertura di Mathaf, rendiamo il Qatar il posto dove venire a vedere, esplorare, discutere e godere dell’arte contemporanea fatta da artisti arabi del nostro tempo. E dimostriamo che il  mondo deve continuare a guardare al Qatar per nuove possibilità ed esperienze sorprendenti.”

Nuovo centro d'arte a San Pietroburgo

E per finire, 5: Che fa Roman Abramovich, Paperon de’ Paperoni per antonomasia?   Non rimane certo indietro. Dopo essersi divertito con le squadre di calcio, gli yachts, e una strepitosa collezione d’arte ( si rumoreggia che sia suo il quadro più caro al mondo in questo momento, un bel Picasso ) , ha appena lanciato un concorso tra gli  architetti più cool del pianeta per un centro d’arte che vuole costruire a San Pietroburgo. Budget stanziato: 400 milioni di dollari. Direttrice creativa sarà la sua compagna,  Dasha Zhukova, 29 anni, che già é molto impegnata con il suo mega “Garage Center for Contemporary Culture” di Mosca.    

Il centro Garage Center for Contemporary Culture gestito da Dasha Zhukova a Mosca

Ovunque nel mondo si investe oculatamente nella cultura. Ovunque si capisce che conviene farlo, sotto tutti i punti di vista. Noi dovremmo correre per rimanere al passo. E invece.

www.margheritaabbozzo.com

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Una risposta a Con la cultura si mangia o no? Cosa ne pensano gli uomini più ricchi del mondo

  1. cosimo de nora ha detto:

    L’ITALIA E’ UN GRANDE E PODEROSO ESEMPIO DI COME SI POSSONO PERDERE STRAORDINARIE OPPORTUNITA’ PER LO ” SFRUTTAMENTO ” DELLA CULTURA E DEI BENI CULTURALI (TERMINE CONIATO DA NOI ITALIANI) PUR AVENDO IN DOTE IL PIU’ GRANDE PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE DEL MONDO. IN QUESTI GG. SI ECOGITANO STRUMENTI MICIDIALI PER RIDURRE, RAZIONARE ETC.. MA SI TRALASCIANO PROGETTI PER FARE ENTRARE DANARO DALLE IDEE E DALLE NOSTRE RICCHEZZE: PAZZESCO SIA PER IL GOVERNO CHE PER LE OPPOSIZIONI.
    DA CIRCA 4/5 ANNI ABBIAMO REDATTO, CON IL MIO STUDIO E CON MIRATE PROFESSIONALITA’ INTEGRATE, UN PROGETTO CHE MIRA PROPRIO A QUESTO TIPO DI OBIETTIVO.
    NON ABBIAMO AVUTO ALCUN RISCONTRO DAI NOSTRI POLITICI A NESSUN LIVELLO PER VARI MOTIVI:
    1) INDOLENZA TIPICA DI CHI NON SI ADOPERA NEMMENO PER CAPIRE BENE IL VALORE ED I CONTENUTI DEL PROGETTO
    2) TIMORE DI PAGARE QUALCHE PARCELLA
    3) SCETTICISMO SU TUTTO CIO’ CHE NON E’ BUSINESS ( PER LORO ) E CHE NON SIA CONCORDATO CON LE SEGRETERIE O CON IL GRUPPO POLITICO ( SPESSO DI UNA INCONCLUDENZA E BANALITA’ MOSTRUOSA)
    4) TIMORE DI INVESTIMENTI A MEDIO TERMINE
    5) IGNORANZA DI CARATTERE GENERALE E SENZA NESSUNA VOGLIA DI APPROFONDIRE
    6) SE NON SEI “INQUADRATO” NEL GRUPPO POLITICO NON HAI STORIA ANCHE SE PROPONI UNA GENIALITA’
    7) NESSUNA CAPACITA’ DI ANALISI E QUINDI DI GIUDIZIO

    DOVREMO, COME SEMPRE, ESPORTARE ALL’ESTERO IDEE E PROGETTI PER POTER AVERE CREDITO E SUCCESSO A DANNO DELLA NS. CULTURA E DELLA NS. ECONOMIA, PAZIENZA!!!!!!.

    ARCH COSIMO DE NORA

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