Enzo Sellerio, 1924 – 2012

Basta la parola: Sellerio. Garanzia di qualità, perchè subito si vedono i deliziosi libri blu che ci accompagnano da anni. Ma non solo quelli, perchè Enzo Sellerio, che è morto il 22 febbraio a 88 anni è stato un fotografo meraviglioso

Palermitano DOC, è stato definito fotografo neorealista, poeta del disincanto, e in mille altre maniere. Tutte inutili, perchè la definizione migliore l’ha data lui stesso, quando ha detto: “penso che un fotografo che sia realmente tale non puo’ essere che uno scrittore che si esprime per immagini”.

Guardiamole quindi, le sue stupende immagini. Ascoltiamo i loro racconti senza voler appiccicarci nessuna etichetta, e tenendo a mente un’altra sua frase: ”e’ il collegamento tra la percezione e la memoria, quello che fa la differenza fra l’essere e il non essere fotografo, fra il guardare e il vedere“.

                                                               Enzo Sellerio, 1924 – 2012

E per finire, “asino e portaerei” del 1960: la sua immagine preferita fra tutte.

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Le immagini di Sellerio in ordine di apparizione: Linguaglossa, 1963;  bambini della kalsa, 1960; All’uscita della partita, Palermo, 1960; Cefalù, 1958; Palermo anni ’60; Asino e portaerei, 1960.

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4 funerali e 1 matrimonio ( o quasi )

Nelle scorse settimane sono morti 4 artisti che hanno regalato molto alle nostre vite. Dorothea Tanning (1910–2012), 

artista extraordinare, alla quale abbiamo dedicato il post precedente;

Wisława Szymborska (1923–2012), 

 

poetessa polacca delicata e d’acciaio al tempo stesso, facile da amare;

Antoni Tapies (1923–2012), 

fierissimo pittore-scultore catalano di ineffabile e sostenuta potenza;

Mike Kelley (1954–2012),

artista statunitense, forse non così facile da amare ma ricco di tanti registri e capace di colpire dritto al cuore quando uno meno se lo aspettava ( felice chi ha visto e vedrà la sua istallazione a Punta della Dogana a Venezia ).

L’arte sopravvive alla morte, il loro lavoro rimane.

E il matrimonio? Quasi. Un’opera d’arte con velo da sposa:

Il collettivo giapponese  WOW ha creato ‘bloom skin’, un’istallazione cinetica per le vetrine con la collezione primavera/estate 2012 di Issey Miyake.
8 ventilatori controllati da computer fanno danzare ritmicamente un velo. Guardate qui e qui  che roba. 

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Le immagini di questo post: Dorothea Tanning, A Little Night Music, 1946, e Insomnia, 1960. Antoni Tapiès, Senza Titolo 1980 e Nuvol i cadira, 1990; Mike Kelley, Deodorized Central Mass with Satellites, e dettaglio dell’istallazione Città di Kandor in miniatura; WOW, dettaglio dell’istallazione per Issey Miyake.

 

 

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Dorothea Tanning, chi era costei?

Dorothea Tanning, americana, classe 1910: pittrice, scultrice, poetessa, antesignana in mille forme artistiche. E’ morta il 31 gennaio 2012, a 101 anni e mezzo.

Un’artista fantastica, per la quale si usa di solito l’ etichetta di “surrealista”, ma che è stata molto di più. Nonostante il felice matrimonio, durato finchè morte non li ha separati, con Max Ernst.

Nonostante: nonostante l’amicizia con tanti grandi – nell’ immagine sopra, una sua foto fatta da Cartier-Bresson; nonostante l’esser dovuta andarsene dagli USA, con Ernst, nel periodo della persecuzione contro  i comunisti o sospetti tali del senatore McCarthy; nonostante l’essere artista e donna non abbia mai aiutato nessuna, almeno fino all’arrivo delle femministe degli anni ’70… Nonostante tutto, insomma, un’artista grande.

“E’ difficile essere sempre la stessa persona” dice Dorothea Tanning in A Table of Content, il suo primo libro di poesie, scritto a 89 anni nel 2004. E per fortuna lei non ha cercato mai di esserlo. Come si evince dai suoi lavori, dei quali offro qui una piccola carrellata. 

Qui sopra, Birthday, olio del 1942. Come del 1942 è Voltage, la prima immagine di questo post.

The Witch, qui sotto, olio del 1950mentre Ignoti Nulla Cupido è del 1960

e poi, incredibile ma vero, sono arrivate anche la “soft sculpture” come questo Puntaspilli-Feticcio del

e le istallazioni ( tra le primissime ),  tipo questa Stanza 202 del 1973

A 87 anni l’indomita vecchietta comincia una nuova serie, che chiama Fiori Immaginari. E non sono quadretti. Eccone un esempio, Convolotus Alchemelia del 1998:

Anche le sue poesia sono belle. E per chi volesse approfondire l’argomento e conoscere meglio il lavoro della grande Dorothea Tanning consiglio una visita all’ ottimo sito  http://www.dorotheatanning.org/

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Viaggio al cuore dell’Islam

Hajj: è il nome del pellegrinaggio alla Mecca che ogni buon mussulmano deve fare, almeno una volta nella vita. E  Hajj: viaggio al cuore dell’Islam è il titolo della mostra appena inaugurata al British Museum di Londra, dove rimane aperta sino al 15 aprile.

Lo Hajj avviene nell’ultimo mese dell’anno islamico, o Dhu’l Hijja.

In quei giorni da tutto il mondo i fedeli convergono sulla Mecca per raggiungere il santuario, perchè nel cuore del santuario si trova la Ka’ba, l’edificio cubico che secondo i mussulmani fu costruito da Abramo e da suo figlio Ismaele. 

Fu lì che il Profeta Maometto ricevette le prime rivelazioni all’inizio del  7° secolo. Per questo la città è considerata il centro spirituale e il vero e proprio cuore dell’Islam.  

I rituali del viaggio sono rimasti immutati nel tempo. Si tratta di un’esperienza religiosa molto forte che accomuna tutti i mussulmani senza differenza di nazionalità o di setta.  

La mostra raccoglie una gran quantità di oggetti, molti dei quali prestati dall’Arabia Saudita, come una seetanah che copre la porta della Ka’ba, e altri da collezioni private e musei di tutto il mondo.  

Oggetti che vogliono documentare il viaggio, spesso lungo e avventuroso, insieme ai ricordi lasciati dai pellegrini e a quelli che vengono riportati a casa: si va da materiali archeologici a manoscritti, stoffe, fotografie vintage e lavori di arte contemporanea.  Lo Hajj ha una grande importanza emotiva e spirituale e ha sempre ispirato, e continua ad ispirare, non solo la devozione privata ma anche infinite opere letterarie ed artistiche.

Insieme alla mostra il British Museum ha organizzato tutta una serie di eventi collaterali interessantissimi: conferenze, proiezioni di film, incontri con artisti… uno meglio dell’altro, e da soli questi eventi dovrebbero ispirare un pellegrinaggio laico a Londra per andare a vedere, imparare, e magari cominciare ad apprezzare.

Tutte le immagini sono tratte dal sito del British Museum. La prima illustrazione raffigura una mappa turca del 1650 che mostra la Ka’ba al centro del mondo ed è tratta dal Tarih-i Hind-i Garbi. La seconda è una miniatura della Miscellanea del Sultano Iskander, è stata realizzata a Shiraz nel 1410-1411 e raffigura pellegrini alla Mecca.

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Per approfondimenti, http://www.britishmuseum.org/whats_on/exhibitions/hajj.aspx

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Giro del mondo con fuochi artificiali

L’arrivo del 2012: da Londra …

a Hong Kong

a Pechino

a Sydney

passando per il nuovo ponte Ada a Belgrado, inaugurato proprio a Capodanno: auguriamoci che sia Un Ponte Per.

 

 

 

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Gioia pura

Per finire bene l’anno e/o per cominciarlo alla grande? Niente di meglio che una visita alla mostra di Nicola De Maria al Museo Pecci di Prato.

Le mie immagini s'inchinano a Dio

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Visti per Voi: Miami Art Basel

Dieci anni fa un organizzatore di eventi convinse la municipalità di Miami Beach ad accogliere un gruppo di galleristi d’arte svizzeri, e  una città fino ad allora derisa come deserto culturale si trasformò di colpo nella rutilante versione di Las Vegas per l’arte contemporanea.

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